Posts Tagged: arci varese

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[caption id=”attachment_615” align=”aligncenter” width=”142” caption=”Bruna Brambilla”]Bruna Brambilla[/caption]

Il Comitato Provinciale Arci Varese esprime il profondo cordoglio di tutta l’Associazione per l’improvvisa scomparsa di Bruna Brambilla, insostituibile compagna di strada di tante battaglie, presidentessa di Universauser e anima di tanto impegno sociale, politico e culturale nella nostra provincia.

Addolorati ci stringiamo alla famiglia, agli amici e amiche di Universauser e a Mario Agostinelli in questo momento di profondo sconforto

L’ufficio di Presidenza Arci Varese

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[caption id=”attachment_612” align=”aligncenter” width=”250” caption=”Stefano Ferrario, Foto di Varesenews.it”]Stefano Ferrario, Foto di Varesenews.it[/caption]

Il Comitato Provinciale Arci Varese, saputo della tragica e improvvisa scomparsa del compagno e amico Stefano Ferrario, esprime il dolore della presidenza, del direttivo e dell’Associazione tutta.

Stefano era fra le persone più attive sul nostro territorio e più partecipi alla vita democratica della nostra provincia, sempre in prima linea sui temi del pacifismo e dei beni comuni, la sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile.

Non conosciamo al momento ora, data e luogo dei funerali, ai circoli e alle associazioni aderenti che vorranno ricordarlo raccomandiamo di farlo effettuando interventi a suo nome a favore di una delle molte cause in cui credeva, dal disarmo alle missioni comboniane, dalle lotte per i beni comuni agli interventi umanitari nel mondo.

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Poche settimane fa, il 27 aprile, la Carovana antimafie è passata a Varese, ideata
nel 1992 da Arci Sicilia e oggi organizzata a livello nazionale con Avviso Pubblico e Libera con un sempre maggiore impegno del sindacato (CGIL in testa), e giungeva sabato 19 a Brindisi.
Giungeva a Brindisi proprio in contemporanea con il feroce attentato costato la vita
a una giovane studentessa e il ferimento di alcuni suoi compagni e compagne di scuola, colpevoli solo di recarsi a scuola come ogni mattina.
È troppo presto per individuare i responsabili e fin da sabato Alessandro Cobianchi,
il nostro responsabile nazionale per l’antimafia, nonché coordinatore della Carovana e brindisino di origine, metteva in guardia sulla necessità di non farsi idee preconcette sull’accaduto.
Tuttavia, abbiamo aderito e sosteniamo con forza la grande mobilitazione che è
seguita all’attentato convinti che le mafie restino il grande problema di questo Paese, la vera principale minaccia alla sicurezza dei cittadini (non i no TAV, con tutto il dovuto rispetto per quanto sostenuto dalla Ministra Cancellieri pochi giorni fa), nonché uno dei maggiori freni alla piena realizzazione della democrazia e allo sviluppo economico
dell’Italia.

Ci sono alcune cose che oggi vale la pena sottolineare: l’azione di Brindisi,
chiunque ne sia l’autore, è stata certamente un atto terroristico e stragistico cui lo Stato deve saper reagire come sta facendo la società civile. C’è un alto grado di frustrazione e di violenza repressa nella società cui le forze politiche devono tentare di dare risposte costruttive, non demagogiche, come fanno il mondo sindacale e quello associativo: in assenza di ciò diventano sempre più vasti i settori nei quali la frustrazione può divenire terreno fertile per la sconsideratezza e la violenza.
Sulla lotta antimafia invece, a differenza di quanto sia accaduto e accada per il
terrorismo, l’invito all’unità e alla coesione è comprensibile ma fuorviante: sulle mafie bisogna anzi essere partigiani, dividersi ferocemente. Non certo su linee di partito, ovvio anche perché quasi tutti i partiti sono stati involontari protagonisti di fenomeni di infiltrazione, ma su precise linee etiche: chi coopera con le mafie deve essere punito dalla legge, chi è condiscendente o inefficace nella lotta può almeno essere punito
politicamente.

Risulta piuttosto frustrante l’appello della politica all’attenzione e all’unità: i cittadini e la società civile sono già attenti e mobilitati; è piuttosto nell’ambito della gestione del potere, delle amministrazioni, dei rapporti politici che non si nota la messa al centro del tema mafie come fulcro delle politiche per la legalità democratica e la crescita.
Come promotori della Carovana Antimafie ringraziamo per la vicinanza di questi
giorni; ricordiamo però anche che, il 27 aprile, a prendere parte al passaggio varesino della Carovana c’erano pochi esponenti politici, quasi tutti impegnati da anni sul tema, quasi tutti della cosiddetta “Sinistra Radicale” e in gran parte non gli stessi che oggi intervengono di fronte all’improvvisa attenzione dei media: i sindacati stanno facendo la loro parte, come le associazioni, così come l’economia e persino le Chiese, ma la politica? Solo frasi di circostanza o sproloqui alla Grillo?
Eliminare le zone grigie, come ha detto ieri giustamente Don Ciotti, asciugare il
mare in cui le mafie nuotano, su questo è necessario essere radicali, non consentire o
tollerare più nulla di men che trasparente. Su questo la Politica della Società Civile ha bisogno di risposte credibili anche dalla politica dei Partiti. Prendano esempio dal mondo della scuola, così direttamente colpito, che sta reagendo con forza, coraggio e spirito combattivo.

Mauro Sabbadini
Vicepresidente Arci Varese - Responsabile Legalità Democratica
La carovana Varesina è stata promossa da Arci, Libera, CGIL, CISL, ANPI, Filmstudio90 e Coopuf

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Il nostro primo pensiero va innanzitutto alle vittime dell’attentato di Brindisi e alle loro famiglie. Una solidarietà e una vicinanza che vogliamo far sentire a tutta la città e a tutti coloro che, da sempre, sono in prima linea nel combattere la criminalità organizzata.


Siamo vicini anche ai volontari che in questi giorni stanno organizzando la Carovana Antimafie in Puglia. Continuare il viaggio di Carovana è la risposta migliore contro questi atti barbari. Dobbiamo intensificare l’impegno delle nostre organizzazione, della società civile, dei cittadini per un Paese finalmente liberato dalle mafie.

Le organizzazioni lombarde di Arci, Libera, Saveria Antiochia Omicron, Centro di Iniziativa Europea, Cgil, Cisl e le loro categorie, che hanno organizzato il passaggio dei furgoni di Carovana Antimafie in Lombardia, invitano tutti i cittadini partecipare alle tante iniziative organizzate per la giornata di oggi e, in particolare, alle iniziative che si terranno il 23 maggio in ricordo delle vittime della strage di Capaci.

Arci Lombardia

Libera Lombardia

Saveria Antiochia Omicron

Centro d’Iniziativa Europea

Cgil Lombardia

Cisl Lombardia

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Egregio direttore,
era il luglio del 1994, mancava poco alle 7 del mattino quando scesi dal treno alla stazione di Santa Apolonia, a Lisbona. Era già giorno e, vista dal piazzale della stazione, la capitale del Portogallo non presentava di sé un’immagine particolarmente attraente.

[caption id=”attachment_557” align=”aligncenter” width=”298” caption=”antonio tabucchi”]antonio tabucchi[/caption]

Quel giorno di luglio mancava un mese al mio ventesimo compleanno ed era la prima di tante visite in Portogallo. Durante l’inverno precedente avevo studiato il portoghese, da autodidatta, su una grammatica tascabile (poi ho approfondito con strumenti più consoni) ed ero deciso a vedere Lisbona e il Portogallo, forse anche ad andarci a vivere.
Non voglio qui parlare di quel mio amore per il Portogallo né indulgere nella nostalgia autobiografica, lo cito solo per poterne spiegare le origini che sono semplici: avevo iniziato a leggere Josè Saramago, mi stavo avvicinando a Pessoa e, in quei mesi, erano usciti “Lisbon Story” capolavoro di Wim Wenders e “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi (il film uscirà solo l’anno dopo).
E a Tabucchi devo dire grazie per avermi introdotto sia Pessoa che, indirettamente, Saramago e anche tutti gli altri: Lobo Antunes, Amalia Rodrigues, i Madredeus fino a Cesaria Evora e altri lusofoni non necessariamente portoghesi. Tabucchi, non lo sapevo ancora, mi aveva attaccato quella “lusofilia” che è divenuta un tratto inscindibile del mio essere al punto da essere oggetto di bonaria ironia fra gli amici (non seguo il calcio ma, ancora oggi, quando il Portogallo perde ricevo sms di comprensione).
Non lo sapevo ancora ma quell’incontro letterario che avrebbe cambiato per sempre il mio modo di pensare, di scrivere, di parlare e di guardare il mondo era dovuto a uno scrittore e studioso pisano, poco noto nel suo paese e che ebbe un minimo di riconoscimenti soltanto dopo averli ottenuti all’estero. L’uomo che riempiva gli scaffali delle librerie di Lisbona mi piaceva, allora, perché era uno scrittore elegante e facile da leggere, ironico ma non umoristico, filosofo nella prosa più ancora che nel testo di analisi.
Antonio Tabucchi rappresentava il perfetto scrittore del futuro prossimo che, agli inizi degli anni ’90, si faceva guardare ancora con ottimismo: era cittadino d’Europa (viveva tra l’Italia, Parigi e Lisbona senza apparentemente sentirsi straniero in nessun posto), interpretava l’intellettuale europeo del dopo guerra fredda, di quel periodo in cui, io speravo, si sarebbe finalmente potuto guardare al mondo o almeno al vecchio continente, come un’unica terra da percorrere senza confini né pregiudizi.
Sapeva guardare l’Italia col distacco dello straniero e con la partecipazione del concittadino, la giudicava caustico ma rilevandone anche la forza e i tratti positivi, senza essere esterofilo né inutilmente campanilista.
Egli era inoltre allora, e lo è stato fino a domenica 25 marzo 2012, il più grande scrittore italiano vivente.
Antonio Tabucchi non mi mancherà, come non mi manca Josè Saramago o Fernando Pessoa o Amalia Rodrigues: loro sono tutti con me, mi basta allungare un braccio verso la libreria per riannodare il dialogo con questi vecchi amici e maestri, sento per gratitudine che vorrei fare qualcosa per loro e la sola frustrazione è che sono troppo grandi perché una mia parola di lode possa aggiungere qualcosa al loro ricordo.
Credo però che, almeno Tabucchi, mancherà all’Italia che non gli ha dato tutti i riconoscimenti che avrebbe meritato e che, invece, avrebbe ancora bisogno della sua voce critica e incoraggiante, la voce del professore che sferza tagliente ma lo fa pensando (e raramente anche dicendo): sono duro sì, ma perché puoi dare di più.
Non avevo ancora vent’anni Direttore, e sceso dal treno mi arrampicavo verso Sao Jorge, sui colli di Lisbona, camminavo verso occidente ed ero a pochi chilometri dalla fine della terra, dal grande mare oceano, doveva essere un viaggio di un’ora, due al massimo, e dura da più di 17 anni. Così Antonio Tabucchi mi ha insegnato la poesia, la saudade e qualcosa, credo, sulla vita.
Addio Professore, non ti ho mai incontrato ma ti ascolto sempre, non ci vedremo mai ma continueremo a discutere, magari domattina, davanti al primo caffè della giornata.
Mauro Sabbadini
vicepresidente Arci Varese
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Anche nel 2012, l’Arci, con Cgil e Spi e in collaborazione con Libera, organizza i campi e i laboratori antimafia.

[caption id=”attachment_328” align=”aligncenter” width=”300” caption=”Liberarci dalle spine”]Liberarci dalle spine[/caption]

Il lavoro svolto da centinaia di ragazze e ragazzi che si sono avvicendati, in quasi un decennio, sui terreni confiscati alle mafie in Sicilia (Corleone e Canicattì), Calabria (Melito Porto salvo) e, dallo scorso anno, anche in Campania (Parete) e Puglia (Torchiarolo), è la dimostrazione di come la partecipazione abbia delle forme concrete ma anche di come si possano coniugare le scelte di formazione a quelle di cittadinanza attiva e responsabile.

Da quest’anno ai campi è affiancato un discreto numero di laboratori e molti di questi saranno al nord (Lecco, Serravalle Pistoiese, Lunigiana, Cecina, Ventimiglia) a dimostrazione che, se le mafie non sono immobili, non lo siamo nemmeno noi. I laboratori, caratterizzati dalla realizzazione delle attività in territorio urbano, rientrano infatti nella scelta della nostra associazione di ampliare i territori ove confrontarsi e sperimentare sui temi della lotta alle mafie e degli strumenti più idonei per combatterle. I restanti laboratori saranno al sud: a Riace, Bari e Catania.

L’antimafia sociale costruita dal mondo dell’associazionismo e del terzo settore ha nei campi e nei laboratori antimafia uno dei suoi principali cardini.

Si tratta al contempo di uno straordinario strumento di promozione sociale, come dimostra la restituzione del lavoro che in molti territori si sta verificando con la scelta di tanti partecipanti ai campi che provano a trasformare il proprio impegno da stagionale in quotidiano.

Vi invitiamo pertanto a promuovere e diffondere fra i vostri iscritti, e non solo, la scheda di iscrizione scaricabile dal sito www.arci.it.

Le iscrizioni sono possibili fino all’esaurimento dei posti disponibili.

Per ogni altra informazione potete scrivere all’indirizzocampidellalegalita@arci.it.

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cari amici,
noi non vogliamo piangerci addosso ma alzare la testa!

perciò vi proponiamo di sacrificare un sabato mattina
e ne vedremo certamente i frutti

TROVIAMOCI TUTTI SABATO 3 MARZO PRESSO IL CENTRO GULLIVER IN VARESE

Ciascuno di noi, e delle nostre Organizzazioni, nel suo ambito soffre la crisi:
sempre più bisogni da soddisfare e sempre meno risorse.
Per uscirne non basta abbassare la testa, concentrarsi e dedicarsi più a fondo nel proprio ambito
questa è una condizione necessaria (e benedetta!) ma non sufficiente.

Ora occorre serrare le fila e muoverci insieme per fronteggiare le cause
i problemi di fondo, quelli che poi influiscono a monte sulle nostre difficoltà quotidiane
e ci rendono sempre più difficile la vita e il nostro lavoro,
che non è finalizzato a noi ma a chi è più in difficoltà e a cui ci dedichiamo.

Per questo dobbiamo incontrarci, confrontarci e valutare realisticamente quello che possiamo fare noi
ma anche quello che devono fare gli altri, le Istituzioni, il mondo profit, mettendoli di fronte alle loro responsabilità
e quello che possiamo fare tutti insieme.

scopriremo che insieme abbiamo una marcia in più:
è il momento di innestarla!

VI ASPETTIAMO

Giampaolo Bonfanti
Anna Castiglioni
Dario Cecchin
Rosalia Chendi
Ruffino Selmi
Giulio Rossini

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L’arci provinciale aderisce al presidio promosso da CGIL Varese per oggi, 7 settembre 2011, contro la manovra del governo e il suo devastante impatto sociale ed economico.

INDECENTI (scarica il volantino in pdf)

Il Governo ha cambiato ancora la manovra economica e l’ha ulteriormente peggiorata. Infatti:
AUMENTO DELL’IVA (dal 20 al 21%): così aumentano i prezzi e l’inflazione. Il risultato è un altro colpo ai consumi e un altro freno alla crescita del Paese. Una misura che peserà soprattutto sui redditi più bassi.
UN ALTRO COLPO ALLE PENSIONI, CONTRO LE DONNE: l’età pensionabile delle donne aumenterà dal 2014 e non dal 2016. È l’ennesimo intervento che stravolge il sistema pensionistico pubblico e colpisce le donne. Un altro esempio di pura cattiveria sociale.
LA BEFFA DELLA SUPERTASSA: hanno introdotto una “supertassa” del 3% sui redditi oltre i trecentomila euro all’anno. Non è una cosa seria! Infatti, in Italia sono pochissimi coloro che dichiarano più di 300.000 euro all’anno. Si tratta quindi di una misura inefficace, demagogica e bugiarda. Il vero aumento delle tasse continuano a pagarlo lavoratori, lavoratrici, pensionati e pensionate.
Così il Governo si dimostra una volta di più sordo alle istanze della CGIL, delle Parti sociali e di Regioni, Province e Comuni e lontano dai bisogni dei cittadini e del Paese: così si deprime ancora di più l’economia, si allontana ogni ipotesi di crescita e si colpiscono una volta di più i lavoratori, i pensionati e i giovani.
Il Governo si conferma autoritario perché, con il voto di fiducia, impedisce al Parlamento di discutere, umiliando il ruolo della più alta Assemblea elettiva.
NO ALLA MANOVRA. FERMIAMOLI !
FANNO MALE ALL’ITALIA

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[caption id=”attachment_493” align=”aligncenter” width=”300” caption=”logo arci Varese”]logo arci Varese[/caption]

L’Arci aderisce alla mobilitazione promossa dalla Cgil con lo sciopero generale del 6 settembre e si unisce alla richiesta del sindacato perché il Parlamento cambi radicalmente la manovra economica varata dal governo.

Dopo aver negato per tre anni l’evidenza della crisi diffondendo ingiustificato ottimismo e limitandosi a interventi di facciata, oggi, di fronte alle pressioni europee, il governo drammatizza la situazione e propone in corsa una manovra di correzione finanziaria che contiene tratti inauditi di iniquità sociale. La rocambolesca discussione di queste settimane all’interno della maggioranza, che ha prodotto la stesura di due testi completamente diversi nell’arco di quindici giorni, non fa che confermare lo stato confusionale di un governo privo di qualsiasi strategia in grado di rilanciare l’economia.

Questa manovra, frutto di improvvisazione e ancor meno credibile nelle cifre della sua ultima versione, non risolve in maniera strutturale il problema del debito ma si limita semplicemente a far cassa tagliando la spesa pubblica e particolarmente quella sociale, si accanisce con una vera e propria operazione di macelleria sociale sui lavoratori dipendenti, i pensionati, le famiglie. Pur con il modesto ridimensionamento dell’ultima ora, il taglio dei trasferimenti a Regioni ed Enti Locali produrrà inoltre conseguenze pesanti in termini di riduzione dei servizi e maggiori tributi a carico dei cittadini. Una manovra socialmente insostenibile e destinata ad avere conseguenze recessive, perché comprime i consumi e non libera risorse per gli investimenti, l’occupazione, il rilancio dell’economia.

E’ grave che si sia scelto di non toccare gli interessi della parte più forte del paese, che nel provvedimento non ci sia niente delle auspicate misure di contrasto all’evasione fiscale, che non si preveda nessun onere a carico delle grandi ricchezze e dei grandi patrimoni. Anche i tanto sbandierati tagli ai costi della politica sono insufficienti, non vanno a incidere sulle questioni principali come la riforma del sistema parlamentare, non intaccano le zone grigie dove si annidano la corruzione e la commistione fra affari e pubblica amministrazione. In compenso si tenta di ripristinare per decreto l’obbligo di privatizzare i servizi pubblici locali, in spregio della volontà popolare chiaramente espressa col referendum di giugno.

Ma nel provvedimento del governo non c’è solo improvvisazione e assenza di misure strutturali per la ripresa. C’è anche una chiara impronta classista, con provvedimenti che tradiscono la volontà di usare la crisi per un regolamento di conti contro le rappresentanze sociali e sindacali, come risulta evidente dall’inserimento di un articolo che cancella di fatto i contratti nazionali di lavoro e l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. C’è alla base della manovra l’impronta antidemocratica di un governo che nega il principio costituzionale della dialettica fra le diverse componenti sociali del paese.

Il blocco di potere che ha governato le scelte di questi anni e si è arricchito a spese di un crescente divario sociale, oggi non ammette la responsabilità di aver causato la crisi e pretende di risolverla scaricandone il costo ancora una volta sui più deboli. La situazione del Paese è grave ed è a rischio la tenuta del suo tessuto sociale. E’ il momento di cambiare strada, con scelte nette e rigorose verso un modello di sviluppo diverso da quello che ci ha portato dentro questa crisi.

Per questo l’Arci scende in piazza il 6 settembre con la Cgil e si impegna a promuovere nelle settimane successive la più ampia mobilitazione del mondo dell’associazionismo e del terzo settore, per costruire nel paese la prospettiva di uno sviluppo sostenibile in cui la necessaria crescita economica vada di pari passo all’equità fiscale, alla giustizia sociale, alla trasparenza e alla democrazia.

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da Legambiente Varese riceviamo e volentieri pubblichiamo

[caption id=”attachment_390” align=”aligncenter” width=”300” caption=”Big Jump”]Big Jump[/caption]

BIG JUMP
Non avete ancora mai avuto il piacere e l’audacia di fare un bagno nell’Olona?
Domenica 10 luglio è l’occasione giusta: torna il Big Jump ai Mulini di Gurone per sensibilizzare istituzioni e cittadini sullo stato del corso d’acqua!
Il ricco programma prevede alle ore 10.30 il ritrovo ai Mulini di Gurone e la visita al cantiere dell’Osservatorio ambientale, alle 11.15 animazioni, terza edizione della “Regata dei Mulini” per barchette di carta e le testimonianze degli ex bambini dell’Olona balneabile.
Alle 12.00 ecco il tuffo nel fiume da parte di chiunque avrà il coraggio, infine alle 12.30 un aperitivo concluderà la giornata.
Vi aspettiamo!
GOLETTA DEI LAGHI
E’ arrivata in provincia la Goletta dei laghi: i tecnici di Legambiente sono all’opera per scovare le criticità che minacciano i nostri bacini lacustri.
Sul nostro blog trovate tutti gli appuntamenti della settimana: da un incontro sul consumo di suolo mercoledì sera a Ranco ad un aperitivo giovedì a Maccagno, dalla premiazione dei Comuni sostenibili alla presentazione dei dati del monitoraggio venerdì mattina a Varese…