<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" version="2.0"><channel><atom:link rel="hub" href="http://tumblr.superfeedr.com/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"/><description></description><title>Arci Varese</title><generator>Tumblr (3.0; @arcivarese)</generator><link>http://arcivarese.tumblr.com/</link><item><title>La scomparsa di Bruna Brambilla</title><description>&lt;p&gt;[caption id=&amp;#8221;attachment_615&amp;#8221; align=&amp;#8221;aligncenter&amp;#8221; width=&amp;#8221;142&amp;#8221; caption=&amp;#8221;Bruna Brambilla&amp;#8221;]&lt;a href="http://www.arcivarese.it/wp-content/uploads/2012/06/25333_1295352269308_1301056_n.jpg"&gt;&lt;img class="size-full wp-image-615" title="Bruna Brambilla" src="http://www.arcivarese.it/wp-content/uploads/2012/06/25333_1295352269308_1301056_n.jpg" alt="Bruna Brambilla" width="142" height="178"/&gt;&lt;/a&gt;[/caption]&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Comitato Provinciale Arci Varese esprime il profondo cordoglio di tutta l&amp;#8217;Associazione per l&amp;#8217;improvvisa scomparsa di Bruna Brambilla, insostituibile compagna di strada di tante battaglie, presidentessa di Universauser e anima di tanto impegno sociale, politico e culturale nella nostra provincia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Addolorati ci stringiamo alla famiglia, agli amici e amiche di Universauser e a Mario Agostinelli in questo momento di profondo sconforto&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;#8217;ufficio di Presidenza Arci Varese&lt;/p&gt;</description><link>http://arcivarese.tumblr.com/post/25224716821</link><guid>http://arcivarese.tumblr.com/post/25224716821</guid><pubDate>Sat, 16 Jun 2012 16:05:03 +0200</pubDate><category>arci varese</category><category>tumblrize</category></item><item><title>Stefano Ferrario</title><description>&lt;p&gt;[caption id=&amp;#8221;attachment_612&amp;#8221; align=&amp;#8221;aligncenter&amp;#8221; width=&amp;#8221;250&amp;#8221; caption=&amp;#8221;Stefano Ferrario, Foto di Varesenews.it&amp;#8221;]&lt;a href="http://www.arcivarese.it/wp-content/uploads/2012/06/ferrario.jpg"&gt;&lt;img class="size-full wp-image-612" title="Stefano Ferrario, Foto di Varesenews.it" src="http://www.arcivarese.it/wp-content/uploads/2012/06/ferrario.jpg" alt="Stefano Ferrario, Foto di Varesenews.it" width="250" height="253"/&gt;&lt;/a&gt;[/caption]&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Comitato Provinciale Arci Varese, saputo della tragica e improvvisa scomparsa del compagno e amico Stefano Ferrario, esprime il dolore della presidenza, del direttivo e dell&amp;#8217;Associazione tutta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Stefano era fra le persone più attive sul nostro territorio e più partecipi alla vita democratica della nostra provincia, sempre in prima linea sui temi del pacifismo e dei beni comuni, la sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non conosciamo al momento ora, data e luogo dei funerali, ai circoli e alle associazioni aderenti che vorranno ricordarlo raccomandiamo di farlo effettuando interventi a suo nome a favore di una delle molte cause in cui credeva, dal disarmo alle missioni comboniane, dalle lotte per i beni comuni agli interventi umanitari nel mondo.&lt;/p&gt;</description><link>http://arcivarese.tumblr.com/post/24423693615</link><guid>http://arcivarese.tumblr.com/post/24423693615</guid><pubDate>Mon, 04 Jun 2012 23:18:52 +0200</pubDate><category>arci varese</category><category>tumblrize</category></item><item><title> COMUNICATO STAMPA SULL'ATTENTATO DI BRINDISI</title><description>&lt;p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Poche settimane fa, il 27 aprile, la Carovana antimafie è passata a Varese, ideata&lt;br/&gt;
nel 1992 da Arci Sicilia e oggi organizzata a livello nazionale con Avviso Pubblico e Libera con un sempre maggiore impegno del sindacato (CGIL in testa), e giungeva sabato 19 a Brindisi.&lt;br/&gt;
Giungeva a Brindisi proprio in contemporanea con il feroce attentato costato la vita&lt;br/&gt;
a una giovane studentessa e il ferimento di alcuni suoi compagni e compagne di scuola, colpevoli solo di recarsi a scuola come ogni mattina.&lt;br/&gt;
È troppo presto per individuare i responsabili e fin da sabato Alessandro Cobianchi,&lt;br/&gt;
il nostro responsabile nazionale per l&amp;#8217;antimafia, nonché coordinatore della Carovana e brindisino di origine, metteva in guardia sulla necessità di non farsi idee preconcette sull&amp;#8217;accaduto.&lt;br/&gt;
Tuttavia, abbiamo aderito e sosteniamo con forza la grande mobilitazione che è&lt;br/&gt;
seguita all&amp;#8217;attentato convinti che le mafie restino il grande problema di questo Paese, la vera principale minaccia alla sicurezza dei cittadini (non i no TAV, con tutto il dovuto rispetto per quanto sostenuto dalla Ministra Cancellieri pochi giorni fa), nonché uno dei maggiori freni alla piena realizzazione della democrazia e allo sviluppo economico&lt;br/&gt;
dell&amp;#8217;Italia.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ci sono alcune cose che oggi vale la pena sottolineare: l&amp;#8217;azione di Brindisi,&lt;br/&gt;
chiunque ne sia l&amp;#8217;autore, è stata certamente un atto terroristico e stragistico cui lo Stato deve saper reagire come sta facendo la società civile. C&amp;#8217;è un alto grado di frustrazione e di violenza repressa nella società cui le forze politiche devono tentare di dare risposte costruttive, non demagogiche, come fanno il mondo sindacale e quello associativo: in assenza di ciò diventano sempre più vasti i settori nei quali la frustrazione può divenire terreno fertile per la sconsideratezza e la violenza.&lt;br/&gt;
Sulla lotta antimafia invece, a differenza di quanto sia accaduto e accada per il&lt;br/&gt;
terrorismo, l&amp;#8217;invito all&amp;#8217;unità e alla coesione è comprensibile ma fuorviante: sulle mafie bisogna anzi essere partigiani, dividersi ferocemente. Non certo su linee di partito, ovvio anche perché quasi tutti i partiti sono stati involontari protagonisti di fenomeni di infiltrazione, ma su precise linee etiche: chi coopera con le mafie deve essere punito dalla legge, chi è condiscendente o inefficace nella lotta può almeno essere punito&lt;br/&gt;
politicamente.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Risulta piuttosto frustrante l&amp;#8217;appello della politica all&amp;#8217;attenzione e all&amp;#8217;unità: i cittadini e la società civile sono già attenti e mobilitati; è piuttosto nell&amp;#8217;ambito della gestione del potere, delle amministrazioni, dei rapporti politici che non si nota la messa al centro del tema mafie come fulcro delle politiche per la legalità democratica e la crescita.&lt;br/&gt;
Come promotori della Carovana Antimafie ringraziamo per la vicinanza di questi&lt;br/&gt;
giorni; ricordiamo però anche che, il 27 aprile, a prendere parte al passaggio varesino della Carovana c&amp;#8217;erano pochi esponenti politici, quasi tutti impegnati da anni sul tema, quasi tutti della cosiddetta “Sinistra Radicale” e in gran parte non gli stessi che oggi intervengono di fronte all&amp;#8217;improvvisa attenzione dei media: i sindacati stanno facendo la loro parte, come le associazioni, così come l&amp;#8217;economia e persino le Chiese, ma la politica? Solo frasi di circostanza o sproloqui alla Grillo?&lt;br/&gt;
Eliminare le zone grigie, come ha detto ieri giustamente Don Ciotti, asciugare il&lt;br/&gt;
mare in cui le mafie nuotano, su questo è necessario essere radicali, non consentire o&lt;br/&gt;
tollerare più nulla di men che trasparente. Su questo la Politica della Società Civile ha bisogno di risposte credibili anche dalla politica dei Partiti. Prendano esempio dal mondo della scuola, così direttamente colpito, che sta reagendo con forza, coraggio e spirito combattivo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Mauro Sabbadini&lt;br/&gt;
Vicepresidente Arci Varese - Responsabile Legalità Democratica&lt;br/&gt;
La carovana Varesina è stata promossa da Arci, Libera, CGIL, CISL, ANPI, Filmstudio90 e Coopuf&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://arcivarese.tumblr.com/post/23464587706</link><guid>http://arcivarese.tumblr.com/post/23464587706</guid><pubDate>Mon, 21 May 2012 06:30:27 +0200</pubDate><category>arci varese</category><category>tumblrize</category></item><item><title>COMUNICATO STAMPA DI CAROVANA ANTIMAFIE LOMBARDIA SULL'ATTENTATO DI BRINDISI</title><description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Il nostro primo pensiero va innanzitutto alle vittime dell&amp;#8217;attentato di Brindisi e alle loro famiglie. Una solidarietà e una vicinanza che vogliamo far sentire a tutta la città  e a tutti coloro che, da sempre, sono in prima linea nel combattere la criminalità organizzata.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;a href="http://www.arcivarese.it/wp-content/uploads/2012/05/68c9b244a4230a8eea4402b26f66ea48_90_.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-583" title="68c9b244a4230a8eea4402b26f66ea48_90_" src="http://www.arcivarese.it/wp-content/uploads/2012/05/68c9b244a4230a8eea4402b26f66ea48_90_.jpg" alt="" width="267" height="387"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Siamo vicini anche ai volontari che in questi giorni stanno organizzando la Carovana Antimafie in Puglia.  Continuare il viaggio di Carovana è la risposta migliore contro questi atti barbari.  Dobbiamo intensificare  l&amp;#8217;impegno delle nostre organizzazione, della società civile, dei cittadini &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Lucida Sans Unicode', sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;per un Paese finalmente liberato dalle mafie. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Lucida Sans Unicode', sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Le organizzazioni lombarde di Arci, Libera, Saveria Antiochia Omicron, Centro di Iniziativa Europea, Cgil, Cisl  e le loro categorie, che hanno organizzato il passaggio dei furgoni di Carovana Antimafie in Lombardia, invitano tutti i cittadini  partecipare alle tante iniziative organizzate per la giornata di oggi e, in particolare, alle iniziative che si terranno il 23 maggio in ricordo delle vittime della strage di Capaci. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Lucida Sans Unicode', sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Arci Lombardia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Lucida Sans Unicode', sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Libera Lombardia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Lucida Sans Unicode', sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Saveria Antiochia Omicron&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Lucida Sans Unicode', sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Centro d&amp;#8217;Iniziativa Europea&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Lucida Sans Unicode', sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Cgil Lombardia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Lucida Sans Unicode', sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Cisl Lombardia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://arcivarese.tumblr.com/post/23372324110</link><guid>http://arcivarese.tumblr.com/post/23372324110</guid><pubDate>Sat, 19 May 2012 23:32:15 +0200</pubDate><category>arci varese</category><category>tumblrize</category></item><item><title>Antonio Tabucchi 1943 - 2012</title><description>&lt;div&gt;Egregio direttore,&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;era il luglio del 1994, mancava poco alle 7 del mattino quando scesi dal treno alla stazione di Santa Apolonia, a Lisbona. Era già giorno e, vista dal piazzale della stazione, la capitale del Portogallo non presentava di sé un’immagine particolarmente attraente.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div id="attachment_7360"&gt;
&lt;p&gt;[caption id=&amp;#8221;attachment_557&amp;#8221; align=&amp;#8221;aligncenter&amp;#8221; width=&amp;#8221;298&amp;#8221; caption=&amp;#8221;antonio tabucchi&amp;#8221;]&lt;a href="http://www.arcivarese.it/wp-content/uploads/2012/03/antonio-tabucchi.jpg"&gt;&lt;img class="size-medium wp-image-557" title="antonio tabucchi" src="http://www.arcivarese.it/wp-content/uploads/2012/03/antonio-tabucchi-298x300.jpg" alt="antonio tabucchi" width="298" height="300"/&gt;&lt;/a&gt;[/caption]&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Quel giorno di luglio mancava un mese al mio ventesimo compleanno ed era la prima di tante visite in Portogallo. Durante l’inverno precedente avevo studiato il portoghese, da autodidatta, su una grammatica tascabile (poi ho approfondito con strumenti più consoni) ed ero deciso a vedere Lisbona e il Portogallo, forse anche ad andarci a vivere.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Non voglio qui parlare di quel mio amore per il Portogallo né indulgere nella nostalgia autobiografica, lo cito solo per poterne spiegare le origini che sono semplici: avevo iniziato a leggere Josè Saramago, mi stavo avvicinando a Pessoa e, in quei mesi, erano usciti “Lisbon Story” capolavoro di Wim Wenders e “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi (il film uscirà solo l’anno dopo).&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;E a Tabucchi devo dire grazie per avermi introdotto sia Pessoa che, indirettamente, Saramago e anche tutti gli altri: Lobo Antunes, Amalia Rodrigues, i Madredeus fino a Cesaria Evora e altri lusofoni non necessariamente portoghesi. Tabucchi, non lo sapevo ancora, mi aveva attaccato quella “lusofilia” che è divenuta un tratto inscindibile del mio essere al punto da essere oggetto di bonaria ironia fra gli amici (non seguo il calcio ma, ancora oggi, quando il Portogallo perde ricevo sms di comprensione).&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Non lo sapevo ancora ma quell’incontro letterario che avrebbe cambiato per sempre il mio modo di pensare, di scrivere, di parlare e di guardare il mondo era dovuto a uno scrittore e studioso pisano, poco noto nel suo paese e che ebbe un minimo di riconoscimenti soltanto dopo averli ottenuti all’estero. L’uomo che riempiva gli scaffali delle librerie di Lisbona mi piaceva, allora, perché era uno scrittore elegante e facile da leggere, ironico ma non umoristico, filosofo nella prosa più ancora che nel testo di analisi.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Antonio Tabucchi rappresentava il perfetto scrittore del futuro prossimo che, agli inizi degli anni ’90, si faceva guardare ancora con ottimismo: era cittadino d’Europa (viveva tra l’Italia, Parigi e Lisbona senza apparentemente sentirsi straniero in nessun posto), interpretava l’intellettuale europeo del dopo guerra fredda, di quel periodo in cui, io speravo, si sarebbe finalmente potuto guardare al mondo o almeno al vecchio continente, come un’unica terra da percorrere senza confini né pregiudizi.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Sapeva guardare l’Italia col distacco dello straniero e con la partecipazione del concittadino, la giudicava caustico ma rilevandone anche la forza e i tratti positivi, senza essere esterofilo né inutilmente campanilista.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Egli era inoltre allora, e lo è stato fino a domenica 25 marzo 2012, il più grande scrittore italiano vivente.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Antonio Tabucchi non mi mancherà, come non mi manca Josè Saramago o Fernando Pessoa o Amalia Rodrigues: loro sono tutti con me, mi basta allungare un braccio verso la libreria per riannodare il dialogo con questi vecchi amici e maestri, sento per gratitudine che vorrei fare qualcosa per loro e la sola frustrazione è che sono troppo grandi perché una mia parola di lode possa aggiungere qualcosa al loro ricordo.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Credo però che, almeno Tabucchi, mancherà all’Italia che non gli ha dato tutti i riconoscimenti che avrebbe meritato e che, invece, avrebbe ancora bisogno della sua voce critica e incoraggiante, la voce del professore che sferza tagliente ma lo fa pensando (e raramente anche dicendo): sono duro sì, ma perché puoi dare di più.&lt;/div&gt;
&lt;div id="yui_3_2_0_1_1332780021796675"&gt;Non avevo ancora vent’anni Direttore, e sceso dal treno mi arrampicavo verso Sao Jorge, sui colli di Lisbona, camminavo verso occidente ed ero a pochi chilometri dalla fine della terra, dal grande mare oceano, doveva essere un viaggio di un’ora, due al massimo, e dura da più di 17 anni. Così Antonio Tabucchi mi ha insegnato la poesia, la saudade e qualcosa, credo, sulla vita.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Addio Professore, non ti ho mai incontrato ma ti ascolto sempre, non ci vedremo mai ma continueremo a discutere, magari domattina, davanti al primo caffè della giornata.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Mauro Sabbadini&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;vicepresidente Arci Varese&lt;/div&gt;</description><link>http://arcivarese.tumblr.com/post/19958896889</link><guid>http://arcivarese.tumblr.com/post/19958896889</guid><pubDate>Mon, 26 Mar 2012 19:21:15 +0200</pubDate><category>arci varese</category><category>tumblrize</category></item><item><title>Ripartono i campi della legalità</title><description>&lt;p&gt;Anche nel 2012, l’Arci, con Cgil e Spi e in collaborazione con Libera, organizza i campi e i laboratori antimafia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[caption id=&amp;#8221;attachment_328&amp;#8221; align=&amp;#8221;aligncenter&amp;#8221; width=&amp;#8221;300&amp;#8221; caption=&amp;#8221;Liberarci dalle spine&amp;#8221;]&lt;a href="http://www.arcivarese.it/wp-content/uploads/2011/07/spine.jpg"&gt;&lt;img class="size-medium wp-image-328" title="Liberarci dalle spine" src="http://www.arcivarese.it/wp-content/uploads/2011/07/spine-300x200.jpg" alt="Liberarci dalle spine" width="300" height="200"/&gt;&lt;/a&gt;[/caption]&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il lavoro svolto da centinaia di ragazze e ragazzi che si sono avvicendati, in quasi un decennio, sui terreni confiscati alle mafie in Sicilia (Corleone e Canicattì), Calabria (Melito Porto salvo) e, dallo scorso anno, anche in Campania (Parete) e Puglia (Torchiarolo), è la dimostrazione di come la partecipazione abbia delle forme concrete ma anche di come si possano coniugare le scelte di formazione a quelle di cittadinanza attiva e responsabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da quest’anno ai campi è affiancato un discreto numero di laboratori e molti di questi saranno al nord (Lecco, Serravalle Pistoiese, Lunigiana, Cecina, Ventimiglia) a dimostrazione che, se le mafie non sono immobili, non lo siamo nemmeno noi. I laboratori, caratterizzati dalla realizzazione delle attività in territorio urbano, rientrano infatti nella scelta della nostra associazione di ampliare i territori ove confrontarsi e sperimentare sui temi della lotta alle mafie e degli strumenti più idonei per combatterle. I restanti laboratori saranno al sud: a Riace, Bari e Catania.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’antimafia sociale costruita dal mondo dell’associazionismo e del terzo settore ha nei campi e nei laboratori antimafia uno dei suoi principali cardini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si tratta al contempo di uno straordinario strumento di promozione sociale, come dimostra la restituzione del lavoro che in molti territori si sta verificando con la scelta di tanti partecipanti ai campi che provano a trasformare il proprio impegno da stagionale in quotidiano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vi invitiamo pertanto a promuovere e diffondere fra i vostri iscritti, e non solo, la scheda di iscrizione scaricabile dal sito &lt;a title="www.arci.it" href="http://www.arci.it"&gt;&lt;a href="http://www.arci.it"&gt;www.arci.it&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le iscrizioni sono possibili fino all’esaurimento dei posti disponibili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per ogni altra informazione potete scrivere all’indirizzo&lt;a title="campidellalegalita@arci.it." href="mailto:campidellalegalita@arci.it."&gt;campidellalegalita@arci.it.&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://arcivarese.tumblr.com/post/18361706648</link><guid>http://arcivarese.tumblr.com/post/18361706648</guid><pubDate>Mon, 27 Feb 2012 04:38:16 +0100</pubDate><category>arci varese</category><category>tumblrize</category></item><item><title>IL WELFARE NON PUO’ STARE TUTTO SULLE NOSTRE SPALLE!</title><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.arcivarese.it/wp-content/uploads/2012/02/logo_forum.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-538" title="logo_forum" src="http://www.arcivarese.it/wp-content/uploads/2012/02/logo_forum.jpg" alt="" width="283" height="189"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;cari amici,&lt;br/&gt;
noi non vogliamo piangerci addosso ma alzare la testa!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;perciò vi proponiamo di sacrificare un sabato mattina&lt;br/&gt;
e ne vedremo certamente i frutti&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;TROVIAMOCI TUTTI SABATO 3 MARZO PRESSO IL CENTRO GULLIVER IN VARESE&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ciascuno di noi, e delle nostre Organizzazioni, nel suo ambito soffre la crisi:&lt;br/&gt;
sempre più bisogni da soddisfare e sempre meno risorse.&lt;br/&gt;
Per uscirne non basta abbassare la testa, concentrarsi e dedicarsi più a fondo nel proprio ambito&lt;br/&gt;
questa è una condizione necessaria (e benedetta!) ma non sufficiente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora occorre serrare le fila e muoverci insieme per fronteggiare le cause&lt;br/&gt;
i problemi di fondo, quelli che poi influiscono a monte sulle nostre difficoltà quotidiane&lt;br/&gt;
e ci rendono sempre più difficile la vita e il nostro lavoro,&lt;br/&gt;
che non è finalizzato a noi ma a chi è più in difficoltà e a cui ci dedichiamo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per questo dobbiamo incontrarci, confrontarci e valutare realisticamente quello che possiamo fare noi&lt;br/&gt;
ma anche quello che devono fare gli altri, le Istituzioni, il mondo profit, mettendoli di fronte alle loro responsabilità&lt;br/&gt;
e quello che possiamo fare tutti insieme.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;scopriremo che insieme abbiamo una marcia in più:&lt;br/&gt;
è il momento di innestarla!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;VI ASPETTIAMO&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Giampaolo Bonfanti&lt;br/&gt;
Anna Castiglioni&lt;br/&gt;
Dario Cecchin&lt;br/&gt;
Rosalia Chendi&lt;br/&gt;
Ruffino Selmi&lt;br/&gt;
Giulio Rossini&lt;/p&gt;</description><link>http://arcivarese.tumblr.com/post/18360856235</link><guid>http://arcivarese.tumblr.com/post/18360856235</guid><pubDate>Mon, 27 Feb 2012 04:24:19 +0100</pubDate><category>arci varese</category><category>tumblrize</category></item><item><title>In un video esclusivo la Varese degli anni Settanta ai tempi del movimento studentesco</title><description>&lt;a href="http://www.notiziariodelleassociazioni.it/news/blog/2011/12/08/in-un-video-esclusivo-la-varese-degli-anni-settanta-ai-tempi-del-movimento-studentesco/"&gt;In un video esclusivo la Varese degli anni Settanta ai tempi del movimento studentesco&lt;/a&gt;: &lt;p&gt;&lt;h1 class="entry-title"&gt;&lt;a href="http://www.notiziariodelleassociazioni.it/news/blog/2011/12/08/in-un-video-esclusivo-la-varese-degli-anni-settanta-ai-tempi-del-movimento-studentesco/" rel="bookmark"&gt;In un video esclusivo la Varese degli anni Settanta ai tempi del movimento studentesco&lt;/a&gt;&lt;/h1&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://arcivarese.tumblr.com/post/13990981240</link><guid>http://arcivarese.tumblr.com/post/13990981240</guid><pubDate>Sat, 10 Dec 2011 01:51:33 +0100</pubDate><category>anni 70</category><category>tognola</category><category>varese</category><category>video</category><category>esclusivo</category><category>notiziario delle associazioni</category><category>corteo</category><category>dario fo</category><category>archivio</category><category>movimento studentesco</category></item><item><title>Arci Varese aderisce al presidio della CGIL contro la manovra</title><description>&lt;p&gt;L&amp;#8217;arci provinciale aderisce al presidio promosso da CGIL Varese per oggi, 7 settembre 2011, contro la manovra del governo e il suo devastante impatto sociale ed economico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.arcivarese.it/wp-content/uploads/2011/09/INDECENTI.pdf"&gt;INDECENTI (scarica il volantino in pdf)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Governo ha cambiato ancora la manovra economica e l’ha ulteriormente peggiorata.  Infatti:&lt;br/&gt;
AUMENTO DELL’IVA (dal 20 al 21%): così aumentano i prezzi e l’inflazione.  Il risultato è un altro colpo ai consumi e un altro freno alla crescita del Paese.  Una misura che peserà soprattutto sui redditi più bassi.&lt;br/&gt;
UN ALTRO COLPO ALLE PENSIONI, CONTRO LE DONNE: l’età pensionabile delle donne aumenterà dal 2014 e non dal 2016.  È l’ennesimo intervento che stravolge il sistema pensionistico pubblico e colpisce le donne.  Un altro esempio di pura cattiveria sociale.&lt;br/&gt;
LA BEFFA DELLA SUPERTASSA: hanno introdotto una “supertassa” del 3% sui redditi oltre i trecentomila euro all’anno.  Non è una cosa seria!  Infatti, in Italia sono pochissimi coloro che dichiarano più di 300.000 euro all’anno. Si tratta quindi di una misura inefficace, demagogica e bugiarda.  Il vero aumento delle tasse continuano a pagarlo lavoratori, lavoratrici, pensionati e pensionate.&lt;br/&gt;
Così il Governo si dimostra una volta di più sordo alle istanze della CGIL, delle Parti sociali e di Regioni, Province e Comuni e lontano dai bisogni dei cittadini e del Paese: così si deprime ancora di più l’economia, si allontana ogni ipotesi di crescita e si colpiscono una volta di più i lavoratori, i pensionati e i giovani.&lt;br/&gt;
Il Governo si conferma autoritario perché, con il voto di fiducia, impedisce al Parlamento di discutere, umiliando il ruolo della più alta Assemblea elettiva.&lt;br/&gt;
NO ALLA MANOVRA. FERMIAMOLI&amp;#160;!&lt;br/&gt;
FANNO MALE ALL’ITALIA&lt;/p&gt;</description><link>http://arcivarese.tumblr.com/post/9921983934</link><guid>http://arcivarese.tumblr.com/post/9921983934</guid><pubDate>Wed, 07 Sep 2011 15:09:36 +0200</pubDate><category>arci varese</category><category>tumblrize</category></item><item><title>Il 6 settembre l’Arci in piazza con la Cgil</title><description>&lt;p&gt;[caption id=&amp;#8221;attachment_493&amp;#8221; align=&amp;#8221;aligncenter&amp;#8221; width=&amp;#8221;300&amp;#8221; caption=&amp;#8221;logo arci Varese&amp;#8221;]&lt;a href="http://www.arcivarese.it/wp-content/uploads/2011/09/logoarci.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.arcivarese.it/wp-content/uploads/2011/09/logoarci-300x196.jpg" alt="logo arci Varese" title="logo arci Varese" width="300" height="196" class="size-medium wp-image-493"/&gt;&lt;/a&gt;[/caption]&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’Arci aderisce alla mobilitazione promossa dalla Cgil con lo sciopero generale del 6 settembre e si unisce alla richiesta del sindacato perché il Parlamento cambi radicalmente la manovra economica varata dal governo. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo aver negato per tre anni l’evidenza della crisi diffondendo ingiustificato ottimismo e limitandosi a interventi di facciata, oggi, di fronte alle pressioni europee, il governo drammatizza la situazione e propone in corsa una manovra di correzione finanziaria che contiene tratti inauditi di iniquità sociale. La rocambolesca discussione di queste settimane all’interno della maggioranza, che ha prodotto la stesura di due testi completamente diversi nell’arco di quindici giorni, non fa che confermare lo stato confusionale di un governo privo di qualsiasi strategia in grado di rilanciare l’economia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa manovra, frutto di improvvisazione e ancor meno credibile nelle cifre della sua ultima versione, non risolve in maniera strutturale il problema del debito ma si limita semplicemente a far cassa tagliando la spesa pubblica e particolarmente quella sociale, si accanisce con una vera e propria operazione di macelleria sociale sui lavoratori dipendenti, i pensionati, le famiglie. Pur con il modesto ridimensionamento dell’ultima ora, il taglio dei trasferimenti a Regioni ed Enti Locali produrrà inoltre conseguenze pesanti in termini di riduzione dei servizi e maggiori tributi a carico dei cittadini. Una manovra socialmente insostenibile e destinata ad avere conseguenze recessive, perché comprime i consumi e non libera risorse per gli investimenti, l’occupazione, il rilancio dell’economia. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E’ grave che si sia scelto di non toccare gli interessi della parte più forte del paese, che nel provvedimento non ci sia niente delle auspicate misure di contrasto all’evasione fiscale, che non si preveda nessun onere a carico delle grandi ricchezze e dei grandi patrimoni. Anche i tanto sbandierati tagli ai costi della politica sono insufficienti, non vanno a incidere sulle questioni principali come la riforma del sistema parlamentare, non intaccano le zone grigie dove si annidano la corruzione e la commistione fra affari e pubblica amministrazione. In compenso si tenta di ripristinare per decreto l’obbligo di privatizzare i servizi pubblici locali, in spregio della volontà popolare chiaramente espressa col referendum di giugno. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma nel provvedimento del governo non c’è solo improvvisazione e assenza di misure strutturali per la ripresa. C’è anche una chiara impronta classista, con provvedimenti che tradiscono la volontà di usare la crisi per un regolamento di conti contro le rappresentanze sociali e sindacali, come risulta evidente dall’inserimento di un articolo che cancella di fatto i contratti nazionali di lavoro e l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. C’è alla base della manovra l’impronta antidemocratica di un governo che nega il principio costituzionale della dialettica fra le diverse componenti sociali del paese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il blocco di potere che ha governato le scelte di questi anni e si è arricchito a spese di un crescente divario sociale, oggi non ammette la responsabilità di aver causato la crisi e pretende di risolverla scaricandone il costo ancora una volta sui più deboli. La situazione del Paese è grave ed è a rischio la tenuta del suo tessuto sociale. E’ il momento di cambiare strada, con scelte nette e rigorose verso un modello di sviluppo diverso da quello che ci ha portato dentro questa crisi. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per questo l’Arci scende in piazza il 6 settembre con la Cgil e si impegna a promuovere nelle settimane successive la più ampia mobilitazione del mondo dell’associazionismo e del terzo settore, per costruire nel paese la prospettiva di uno sviluppo sostenibile in cui la necessaria crescita economica vada di pari passo all’equità fiscale, alla giustizia sociale, alla trasparenza e alla democrazia.&lt;/p&gt;</description><link>http://arcivarese.tumblr.com/post/9826675354</link><guid>http://arcivarese.tumblr.com/post/9826675354</guid><pubDate>Mon, 05 Sep 2011 09:24:46 +0200</pubDate><category>arci varese</category><category>tumblrize</category></item><item><title>L’associazionismo ha capito che per superare le difficoltà è necessario fare rete e partecipare alla ricostruzione sociale</title><description>&lt;p&gt;&lt;div id="_mcePaste"&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;Il ruolo dell&amp;#8217;associazionismo nella ricostruzione&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;è il titolo del convegno che il 9&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;luglio si è tenuto presso la Casa del&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;Teatro in piazza d&amp;#8217;Arti, nel capoluogo abruzzese.&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;Tanti gli interventi e le testimonianze,&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;intervallati dalla presentazione delle attività&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;svolte dal comitato territoriale Arci L&amp;#8217;Aquila&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;e del progetto Laboratorio L&amp;#8217;Aquila. Perchè&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;quello che colpisce maggiormente è proprio&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;la commistione tra le esperienze personali,&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;di chi ha vissuto in prima persona quella&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;notte, e chi ha affiancato successivamente,&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;ha voluto dire la sua, portare la propria professionalità,&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;il proprio bagaglio di conoscenze,&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;anche solo una parola di conforto. È la&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;volontà di non arrendersi, il filo conduttore&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;degli interventi della mattinata, anche se&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;sono passati due anni e sette mesi e si continua&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;a parlare di una città fantasma, di una&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;città abbandonata a se stessa dalle istituzioni,&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;di una città dove se c’è spazio per gli&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;universitari non c’è spazio per gli sfollati.&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;Sono le esperienze dei territoriali di Apice,&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;Trieste, Padova, Perugia, Potenza a incoraggiare&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;gli aquilani, a far dire: ‘continuate&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;la vostra battaglia, anzi, la nostra battaglia’.&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;Perchè se si decide di mollare tutto, di&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;abbandonare questa sfida, non è L’Aquila a&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;uscirne sconfitta, è l’intero territorio nazionale&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;a doversi interrogare sul destino di un&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;territorio che, ormai, è considerato un po’ di&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;tutti. È l’incoraggiamento che arriva anche&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;dalla Val di Susa, due territori lontani non&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;solo geograficamente, ma anche per il tipo&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;di battaglie che stanno coinvolgendo gli abitanti;&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;e, allo stesso tempo, due territori vicini&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;quanto a sofferenza, a incertezza di poter&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;guardare al futuro con serenità; una similitudine&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;che porta a lanciare una provocazione,&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;un interrogativo irrisolto: ha senso sentirci&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;dire che bisogna spendere 20 miliardi di&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;euro per la Tav Torino-Lione e poi venire qui&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;e scoprire che non ci sono i soldi per la ricostruzione&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;dell’Aquila? L’Aquila: una città&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;non più città e allo stesso tempo una comunità&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;non più comunità; una città che continua&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;a vivere un’emergenza infinita, anche&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;se con nuove attività e con una presenza&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;costante: quella del mondo dell’associazionismo,&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;del volontariato, che dal primo&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;momento, senza indugi, con progetti più o&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;meno strutturati, ha offerto il proprio sostegno&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;alla popolazione colpita. Perchè, se c’è&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;un elemento su cui tutti i relatori si trovano&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;d’accordo, dagli studiosi ai politici, dai dirigenti&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;Arci ai collaboratori esterni all’associazione,&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;è proprio che di fronte all’incapacità&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;della classe dirigente a gestire l’emergenza,&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;il mondo del terzo settore si è trovato compatto&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;nell’offrire risposte concrete e immediate.&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;L’aspetto più evidente di questo è la&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;piazza d’Arti, in cui oggi sono riunite tutte le&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;associazioni di volontariato; una ristrutturazione&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;di questo spazio impensabile qualche&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;tempo fa. Perchè, quello che le associazioni&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;hanno capito è che, per superare&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;momenti di difficoltà come quello che ha&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;vissuto e continua a vivere L’Aquila, è&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;necessario fare rete.&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;Solo se questa rete diventa forte e tutti svolgono&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;i loro compiti scambiandosi e condividendo&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;prima la diagnosi e poi l’obiettivo,&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;solo così si può pensare davvero di realizzare&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;una ricostruzione, sia materiale che&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;sociale. Solo se si risponde concretamente&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;alle domande: la partecipazione è una parola&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;o un fatto? Uno slogan o una pratica politica&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;quotidiana? Se si capisce che la partecipazione&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;è una pratica necessaria e non&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;un lusso, solo così si può sperare di risollevare&lt;/div&gt;
&lt;div id="_mcePaste"&gt;davvero questa città.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://arcivarese.tumblr.com/post/7784412304</link><guid>http://arcivarese.tumblr.com/post/7784412304</guid><pubDate>Tue, 19 Jul 2011 03:36:59 +0200</pubDate><category>tumblrize</category></item><item><title>Il filo rosso della nonviolenza</title><description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un articolo di Paola Caridi, giornalista e blogger&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.arcivarese.it/arcireport/files/2011/05/arci_report_img.png"&gt;&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-8" title="arci_report_img" src="http://www.arcivarese.it/arcireport/files/2011/05/arci_report_img.png" alt="" width="208" height="58"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci sono un po&amp;#8217; di cose che succedono,unite dal filo rosso della nonviolenza.Strano, se si pensa a come ilMedio Oriente sia diventato nei cliché iconadi conflitto, violenza, bombe, morti.Una delle cose che sta succedendo è che aBil&amp;#8217;in deve essere smantellata un pezzodella barriera di sicurezza, dopo il pronunciamentodella Corte suprema israeliana.Un successo del Comitato Popolare di questovillaggio palestinese cisgiordano che daanni è a sua volta simbolo della resistenzanonviolenta contro il Muro.Dalla Cisgiordania a Gaza. Una delle imbarcazionidella Freedom Flotilla sta cercandodi uscire dalle acque greche, e forzare cosìla mano alle autorità di Atene. È l&amp;#8217;ultimo atto,in ordine di tempo, del braccio di ferro incorso da giorni tra Israele e la FreedomFlotilla, con tanto di sabotaggio di 3 delle 10navi che compongono la Flotilla.In Marocco, intanto, si è votato il referendumsulla riforma costituzionale. Il movimento20 febbraio ne ha contestato lemodalità, ma la partecipazione al voto èstata alta.E di costituzione si ragiona molto anche inEgitto, in una transizione che si fa ogni giornodi più difficile, mentre fiammate di violenzasegnano i passi determinanti della democratizzazione.I feriti dei giorni scorsi dimostranoche si sta entrando nel periodo veramentedelicato. La dinamica degli scontrinon è ancora chiara, ma alcuni messaggisono evidenti. Il primo: le gang pagate dalprecedente regime sono ancora in azione eagiscono proprio quando si riescono a prenderealcune decisioni, come - in questo caso- lo scioglimento dei consigli comunali.L&amp;#8217;azzeramento dei municipi significa unapicconata al potere del partito dei Mubarak,ancora molto diffuso sul territorio. Secondomessaggio: i ragazzi di Tahrir non hannoalcuna intenzione di indietreggiare sullaquestione dei diritti umani, civili, individuali.Lo scontro (nonviolento) con il ConsiglioMilitare Supremo è proprio su questo puntocruciale. E la questione della protezione deidiritti, compreso il diritto alla giustizia, è ilmotivo per il quale ci sono state manifestazioniin cinque governatorati. Manifestazioniper chiedere che i responsabili delle uccisionidi centinaia di ragazzi durante la rivoluzionesiano portati in tribunale e condannati.Può sembrare una questione minore e inveceè stata la piattaforma della rivoluzione, laspinta sulla quale la democrazia si puòcostruire. Non bisogna mai dimenticarlo,quando ci si occupa di rivoluzioni arabe. Èsolo usando questa lente che si può mettereinsieme tutto: la Palestina dei comitatipopolari e della Freedom Flotilla, il Maroccodel movimento 20 febbraio e della nuovacostituzione, l&amp;#8217;Egitto dei ragazzi che scendonoin piazza&lt;/p&gt;</description><link>http://arcivarese.tumblr.com/post/7534049343</link><guid>http://arcivarese.tumblr.com/post/7534049343</guid><pubDate>Tue, 12 Jul 2011 17:05:35 +0200</pubDate><category>tumblrize</category></item><item><title>A Cecina il seminario ‘Protagonismo giovanile: indicativo futuro o periodo ipotetico?’</title><description>&lt;div id="_mcePaste"&gt;
&lt;p&gt;[caption id=&amp;#8221;attachment_270&amp;#8221; align=&amp;#8221;aligncenter&amp;#8221; width=&amp;#8221;300&amp;#8221; caption=&amp;#8221;Luogo Comune, Meeting Internazionale antirazzista di Cecina&amp;#8221;]&lt;a href="http://www.arcivarese.it/arcireport/files/2011/07/mia.jpg"&gt;&lt;img class="size-medium wp-image-270" title="Luogo Comune, Meeting Internazionale antirazzista di Cecina" src="http://www.arcivarese.it/arcireport/files/2011/07/mia-300x250.jpg" alt="Luogo Comune, Meeting Internazionale antirazzista di Cecina" width="300" height="250"/&gt;&lt;/a&gt;[/caption]&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Il Meeting di Cecina è stato anche un&amp;#8217;occasioneper parlare di protagonismo giovanilecon molte altre organizzazioni conle quali intrecciamo i nostri percorsi associativiin maniera più o meno strutturata.L&amp;#8217;incontro è stato un&amp;#8217;utile occasione per fareil punto della situazione prima della pausaestiva con una discussione sviluppatasi inmodo partecipato e informale. È dall&amp;#8217;autunnodello scorso anno che il tema generazionaleha assunto una sempre maggiore rilevanzanella discussione politica nazionale e nell&amp;#8217;attenzionedei media. Lo stesso discorso difine anno del Capo dello Stato rappresentala focalizzazione sui giovani e sul futuro delPaese come questioni prioritarie che debbonointerrogare la politica e più in generale lospazio di discussione pubblica. Le mobilitazionidi fine anno consegnano al Paese unmovimento maturo e responsabile che nonsi chiude in una rivendicazione corporativama coagula le contraddizioni di una crisidrammatica che colpisce duramente i soggettipiù deboli. La manifestazione Il nostrotempo è adesso è stata l&amp;#8217;occasione di emersionee di ponte per le realtà giovanili, di precariatoe del mondo della conoscenza cheinsieme hanno messo in mora le politichedel Governo e esplicitato le preoccupazioniper un orizzonte di futuro sempre più cupo eincerto. Il quadro internazionale ha offerto ulteriorispunti di riflessione: saranno i giovanidella sponda sud del Mediterraneo a prenderela scena poco dopo rendendosi protagonistidella riconquista della libertà e dellademocrazia contro i regimi dei loro rispettiviPaesi con un movimento che oltre a interrogarcisul ruolo delle relazioni tra i Paesi rivieraschipuò aiutare noi stessi e la qualità dellanostra democrazia. Infine le elezioni amministrativee la consultazione referendaria cimostrano come la grande partecipazionedella società civile abbia saputo contribuireal cambiamento in tante città ed esseredeterminante nel raggiungimento del quorum.Nuove modalità di comunicazione cheutilizzano moderne piattaforme tecnologichebasate sui social network e sul web 2.0 sonostate affiancate da una riscoperta del dialogotra le persone e sulla costruzione del consensoavvalendosi di prassi partecipative einclusive. Sono forti le convergenze di analisievidenziate lungo tutta la discussione tra irappresentanti delle organizzazioni presentiche, nonostante una gran diversità di storie,forme, approcci, modalità d&amp;#8217;azione, hannocertamente in comune l&amp;#8217;idea di affrontare letematiche giovanili con un approccio nonpaternalistico e non direttivo. Non c&amp;#8217;è bisognodi un soggetto aggiuntivo, magari disecondo livello, nel quale poter sviluppare letematiche del protagonismo giovanile, maconcentrarsi invece su due proposte introdottee successivamente riprese e condivisenella gran parte degli interventi. La prima èquella di superare la dinamica della contingenzae rendere ordinario e continuativo unrapporto reticolare tra le organizzazioni presentiper avere a disposizione un tavolo diconfronto sulle questioni emerse (il lavoro, laformazione, la rappresentatività, il protagonismo…)con modalità non strutturate e orizzontali.Inoltre organizzare delle occasioniper la costruzione di una proposta politicache, partendo dalle analisi condivise e proseguendoil cammino tracciato dalle mobilitazioni,metta in campo una proposta unitariae dal basso con cui si possa procedere alrapporto e al confronto col mondo delle istituzionie delle forze politiche.Info: uda@arci.it&lt;/p&gt;</description><link>http://arcivarese.tumblr.com/post/7527999132</link><guid>http://arcivarese.tumblr.com/post/7527999132</guid><pubDate>Tue, 12 Jul 2011 10:07:44 +0200</pubDate><category>tumblrize</category></item><item><title>Welfare, lavoro, scuola: la contromanovra di Sbilanciamoci!</title><description>&lt;div id="_mcePaste"&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Che fare di 50 miliardi? Come attrezzareun paese migliore e più giusto?Ecco il dettaglio della soluzionetrovata da Sbilanciamoci. Per il welfaresono previste sei voci, per un importo totaledi 9,150 miliardi. Nel corso del triennio laspesa prevista è: livelli essenziali di assistenza4,5 miliardi; piano nazionale asilinido 1,5 mld; fondo per la non autosufficienza1,2 mld; accoglienza e integrazionemigranti 450 milioni; medicina preventiva eterritoriale 400 milioni.Per Lavoro, ambiente, economia le vocisono 10. È il capitolo principale. Il totaleprevisto è di 23,650 miliardi. Nel corso deltriennio: restituzione fiscal drag, aumentodelle pensioni, reddito minimo 10,5 miliardi;ammortizzatori sociali co.pro. e parasubordinati3,6 miliardi; sostegno innovazionee ricerca 2,1 mld; produzioni e consumigreen economy 3,6 mld; agricoltura biologica300 milioni; sostegno &amp;#8216;altra economia&amp;#8217;(ces, distretti, ecc) 150 milioni; programmanazionale piccole opere 1,3 mld; ferrovieper i pendolari 750 milioni; finanziamentofondo Protocollo di Kyoto 600 milioni;mobilità sostenibile e trasporto pubblicolocale 750 milioni.Il terzo capitolo riguarda scuola e università.Sono previste 4 voci per un totale di 5,7mld. Nel triennio: fondo ordinario funzionamentouniversità 2,1 mld; borse di studio1,2 mld; edilizia scolastica 1,2 mld; offertaformativa 1,2 mld.Il totale per le tre categorie di intervento èdi circa 13 miliardi annui. Per arrivare ai 50disponibili, si deve tener conto dei 12 miliardicomplessivi utilizzati per ridurre ildebito pubblico; una proposta responsabile,desiderosa di mostrare come si possa,anzi si debba, sbilanciarsi, tiene contoanche di questo. Si delinea nella contromanovradi Sbilanciamoci una societàabbastanza diversa da quella che i potentidel governo in carica si immaginano esista.Essi vogliono impostare la manovraaddossando al futuro governo, destro osinistro che sia, il compito di distribuire unbel po&amp;#8217; di pesi, soprattutto sulle spalle piùdeboli.Quello che conta è evitare quanto più èpossibile ogni screzio con l&amp;#8217;elettorato piùsicuro. Una manovra, per loro, serve, neilimiti del possibile, a distribuire vantaggialla propria base, caricandone i costi sullaparte avversa, soprattutto in un momentodi recessione generale come quella cheoggi attraversa l&amp;#8217;Europa. Inutile spiegare aigovernanti attuali che la loro non è l&amp;#8217;unicapolitica possibile, ma che ne esiste ancheun&amp;#8217;altra, semplice, onesta e, nonostante ilnome, assai equilibrata. Speriamo chealmeno l&amp;#8217;opposizione capisca che è venutoil momento di non darsi il solito contegno,ma di sbilanciarsi un po&amp;#8217;.Info: &lt;a href="http://www.sbilanciamoci.org"&gt;www.sbilanciamoci.org&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://arcivarese.tumblr.com/post/7495487382</link><guid>http://arcivarese.tumblr.com/post/7495487382</guid><pubDate>Mon, 11 Jul 2011 17:59:07 +0200</pubDate><category>tumblrize</category></item><item><title>Dalla vittoria referendaria alla ripubblicizzazione dell'acqua</title><description>&lt;div id="_mcePaste"&gt;&lt;a href="http://www.arcivarese.it/arcireport/files/2011/06/referendum.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter size-medium wp-image-79" title="referendum" src="http://www.arcivarese.it/arcireport/files/2011/06/referendum-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Oltre 500 persone da tutta Italiahanno partecipato all&amp;#8217;assembleanazionale del Forum italiano deimovimenti per l&amp;#8217;acqua, tenutasi nello scorsoweek end a Roma.Nei volti la gioia per un risultato straordinario,nei cuori la responsabilità del renderlo concretoe reale. Nell&amp;#8217;assemblea plenaria che havisto oltre 60 interventi e un&amp;#8217;attenzionecostante, si sono affrontati innanzitutto isignificati del voto di giugno. È stata, dopooltre due decenni, la prima sconfitta dellepolitiche liberiste sancita da un voto democraticoe popolare della maggioranza assolutadegli italiani; ed è stato il frutto di anni dilavoro che hanno costruito, per durata, penetrazionesociale e diffusione territoriale, il piùimportante movimento di massa nel nostropaese. Alcuni dati significativi dimostrano lanovità: ai referendum, oltre un quarto dell&amp;#8217;elettoratodi Forza Italia e quasi la metà dell&amp;#8217;elettoratoleghista ha disobbedito all&amp;#8217;invitoall&amp;#8217;astensione dei propri capi supremi; straordinariala partecipazione al voto dei giovanissimi(18-25 anni) che ha raggiunto il 65%;molto significativo il fatto che oltre un terzodell&amp;#8217;elettorato astensionista questa voltaabbia deciso di votare. Ma assieme allariflessione sul voto, l&amp;#8217;assemblea ha immediatamenteaffrontato i prossimi passi, con lagiusta consapevolezza collettiva che, se lavittoria referendaria è stata una svolta storicain questo paese, ora il risultato dev&amp;#8217;essereottenuto e reso concreto in tutti i territori.Le donne e gli uomini del popolo dell&amp;#8217;acquasi sono dichiarati «custodi del voto referendario»: in quanto tali, non se ne ritengono iproprietari, bensì quelli che lo devono esigere,proteggere, mantenere.E cosa questo significhi l&amp;#8217;hanno esplicitato itre partecipatissimi gruppi di lavoro delladomenica mattina, che hanno affrontato iprossimi passi a livello nazionale, territorialee globale. Per quanto riguarda il primo, si èda subito impostata una mobilitazione nazionaleper ottenere l&amp;#8217;approvazione della legged&amp;#8217;iniziativa popolare, consegnata con oltre400.000 firme al Parlamento nel luglio 2007(a questo proposito, è di ieri la notizia dellasua calendarizzazione in CommissioneAmbiente della Camera per il prossimo 7luglio); per quanto riguarda il livello territoriale,si sono definite le linee di azione per ottenereda subito l&amp;#8217;estromissione dalle tariffe del7% di profitti sinora garantiti ai gestori e peravviare in ogni territorio, e con le relative specificità,i necessari percorsi di ripubblicizzazioneda un lato e di gestione partecipativadall&amp;#8217;altro. Infine, anche il terreno globalevedrà impegnato il movimento per l&amp;#8217;acqua:dall&amp;#8217;appuntamento del prossimo luglio aGenova a quello del Forum mondiale alternativodi Marsiglia nella prossima primavera.In tutte e tutti la grande consapevolezza delfatto che, proprio perché i referendum sull&amp;#8217;acquasono andati a intaccare direttamente l&amp;#8217;ideologiadel pensiero unico del mercato, ognipasso successivo andrà conquistato: contro ipoteri forti delle lobbies finanziarie che giàgridano al disastro e che reclamano lasostanziale negazione del risultato referendario,ma anche contro le lobbies politico-istituzionaliche, stordite dalla straordinariaesperienza di partecipazione dal basso, cercanodi depotenziarne con ogni mezzo gliesiti.Sarà un percorso ancora difficile e pieno diostacoli, da affrontare con la stessa allegria edeterminazione che hanno sin qui accompagnatoquesto straordinario movimento. E,dopo l&amp;#8217;assemblea appena conclusa, con unanuova consapevolezza: il futuro ci appartiene,la democrazia ci attende.Marco Bersani&lt;/p&gt;</description><link>http://arcivarese.tumblr.com/post/7494629856</link><guid>http://arcivarese.tumblr.com/post/7494629856</guid><pubDate>Mon, 11 Jul 2011 17:10:35 +0200</pubDate><category>tumblrize</category></item><item><title>Recuperare lo spirito di Genova 2001 guardando al futuro che dobbiamo costruire</title><description>&lt;div id="_mcePaste"&gt;&lt;a href="http://www.arcivarese.it/arcireport/files/2011/05/logoarci.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter size-medium wp-image-7" title="logoarci" src="http://www.arcivarese.it/arcireport/files/2011/05/logoarci-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Le iniziative relative al decennale delG8&amp;#160;2001 sono ormai già in pieno svolgimento,con l&amp;#8217;attivo coinvolgimento direaltà genovesi piccole e grandi che hannosaputo interpretarne in pieno le indicazioniemerse dalle discussioni preparatorie: recuperare,allargare ed aggiornare lo &amp;#8216;spirito diGenova&amp;#8217;, guardando avanti, al futuro cheabbiamo, tutti e tutte, la responsabilità dicostruire. Guardare avanti, ovviamente,senza dimenticare il passato, anzi. E un preziosocontributo in questo senso viene daCassandra, una mostra su questi dieci annidi storia, dal primo forum sociale mondiale diPorto Alegre alla rivolta nel Maghreb. Unamostra il cui percorso comprende una sezionecronologica, una sezione sui fatti diGenova e quattro grandi aree tematiche:guerra-repressione, economia-lavoro, benicomuni, società. Una scelta riconducibile auna delle parole d&amp;#8217;ordine che ci siamo dati:«guardare l&amp;#8217;oggi anche con gli occhi di ieri».Il percorso che ci ha portati a realizzare il fittoe ricco calendario di eventi è iniziato nelluglio 2010 in un clima politico ben diverso,con una consultazione regionale in cui nonc&amp;#8217;era stata quella netta affermazione del centro-sinistra che si sperava - 7 regioni su 13 -anche se non mancavano timidi segnali dirisveglio politico del nostro paese.Il percorso è stato lungo e complesso, cosìcome impegnativo è stato il confronto tra lediverse componenti - i soggetti che allora c&amp;#8217;erano,altri che all&amp;#8217;epoca non esistevano e altriancora che hanno deciso di esserci oggi -tutti concordi nella scelta di &amp;#8216;contaminarci tradiversi&amp;#8217;.Elemento sicuramente di rilievo se pensiamo,ad esempio, al significato del coinvolgimentodi una realtà importante come la Cgilin un percorso come questo.Come Arci abbiamo svolto, anche in questocontesto, un ruolo di primo piano, come giàavvenne nel 2001; un ruolo attivo per risponderepositivamente alla grande fiducia cheda molti settori c&amp;#8217;era, e permane, nei nostriconfronti.Uno dei punti di eccellenza di questo percorsoè stato aver voluto rendere il più possibilepartecipe la città coinvolgendo tutte quellerealtà piccole e grandi che sono presenti neltessuto sociale di Genova. Una sorta di&amp;#8217;risarcimento&amp;#8217;, si potrebbe dire, a una cittàche si è vista infliggere ferite profonde chenon sono ancora completamente cicatrizzate.E abbiamo voluto farlo coinvolgendoquanto più possibile le periferie della città intutto il periodo che va da giugno al 19 luglio,giorno in cui inizierà la &amp;#8216;settimana clou&amp;#8217; congli eventi nazionali, e non solo, che si concluderàcon l&amp;#8217;assemblea internazionale del24 luglio. È possibile consultare il programmadettagliato e aggiornato sul sitowww.genova2011.org. Tra le numerose iniziativeche ci vedono coinvolti una in particolaremerita di essere ulteriormente segnalata:la realizzazione della prima edizione delLaboratorio di formazione La transizione adun&amp;#8217;altra economia e ad un&amp;#8217;altra società, riservatoa giovani dirigenti di associazioni eorganizzazioni &amp;#8216;under 35&amp;#8217;.Saremo in tanti quindi a Genova, per ricordarecertamente ma, soprattutto, per ripartiree ritrovare una speranza e una voglia difuturo mai sopite.Info: walter.massa@arci.it&lt;/p&gt;</description><link>http://arcivarese.tumblr.com/post/7490853390</link><guid>http://arcivarese.tumblr.com/post/7490853390</guid><pubDate>Mon, 11 Jul 2011 14:18:01 +0200</pubDate><category>tumblrize</category></item><item><title>In Toscana con il Network giovani le radio diventano punti di aggregazione e non solo strumenti di comunicazione</title><description>&lt;div id="_mcePaste"&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Network giovani in Toscana, un progettoper l&amp;#8217;aggregazione e lo sviluppoassociativo giovanile.Questo, in sintesi, quanto proposto dalprogetto. All&amp;#8217;inizio del percorso mai avremmoimmaginato che ci saremmo imbattutiin un fenomeno del tutto inaspettato: quellodella comunicazione come strumento diaggregazione.Nei primi incontri, quando abbiamo iniziatoa confrontarci su quali strumenti avremmopotuto utilizzare per favorire lo stare insieme,lo scambio, la relazione, ma anche lapartecipazione e la responsabilità, in modoquasi unanime è stato espresso il desideriodi avvalersi delle radio come strumentodi scambio e di relazione. Abbiamo iniziatocosì a confrontarci e a sostenere le radio,alcune fm e altre web, collegate all&amp;#8217;Arci inToscana. Il punto di attivazione realizzatoin un circolo giovanile, l&amp;#8217;ex Fila a Firenze,sede anche di una radio fm, è diventato ilpunto di riferimento per la programmazionee il confronto. Abbiamo realizzato seminarie workshop in tutta la regione. Ma èstato sorprendente constatare che le radiosono punti di aggregazione e non solostrumenti di comunicazione. Gruppi di ragazzisi ritrovano per stabilire palinsesti,progettare format di trasmissione ed elaborarestrategie, ed anche per stabilire leregole necessarie ad una buona gestione.Con il prosieguo del progetto ci siamochiesti come fare a diffondere questo nuovomodo di stare insieme senza esserecostretti ad aprire nuove radio. Adesso cene sono già 5 web e 4 in fm, un numeroquindi elevato, e nonostante questo moltiterritori rimangono scoperti. La gestione diuna radio non è semplice e sono necessaristrumenti e competenze professionaliaffinché il prodotto sia appetibile, servetanta energia e volontariato. Abbiamo cercatodi ridurre al minimo i rischi di frustrazionederivante da scarsi accessi, rischiotutt&amp;#8217;altro che trascurabile se non si acquisisconole competenze necessarie. Ai seminarihanno partecipato i ragazzi che già sistavano impegnando nelle radio ma anchealtri interessati comunque a dare il lorocontributo alle trasmissioni. Sono cosìnate tante redazioni locali che hanno comeobiettivo finale la realizzazione di una trasmissione,frutto del lavoro di tutti, e cheandrà in onda su tutte le radio collegate.Durante gli incontri seminariali abbiamoriscontrato che oltre alle radio c&amp;#8217;era ancheun certo interesse per altre forme di comunicazioneed espressione tra cui giornali,riviste web, siti. Abbiamo così organizzatoun nuovo incontro di tre giorni sul ‘citizenjournalism’, ad Arezzo. Durante il seminarioil lavoro in gruppo ha prodotto anche undecalogo per la comunicazione democraticache è stato pubblicato sul sito dell&amp;#8217;ArciToscana e che rappresenta un primomomento di confronto. Il lavoro è solo all&amp;#8217;inizioma date le premesse sembra che dairagazzi stiano venendo nuove sfide al confrontolibero delle idee e su nuove formeassociative. Quelle che all&amp;#8217;inizio sembravanoproposte velleitarie stanno cominciandoad avere le gambe per andareavanti e il fatto che al meeting antirazzistadi Cecina ci siano stati oltre 40 ragazziimpegnati nell&amp;#8217;ultimo seminario organizzato,dimostra la qualità della strada fatta.L&amp;#8217;obiettivo a questo punto è che il percorsosi stabilizzi e che l&amp;#8217;associazione tutta neesca arricchita.Info: francesco.giannoni@arci.it&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.arcivarese.it/arcireport/files/2011/05/arci_report_img.png"&gt;&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-8" title="arci_report_img" src="http://www.arcivarese.it/arcireport/files/2011/05/arci_report_img.png" alt="" width="208" height="58"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://arcivarese.tumblr.com/post/7490853059</link><guid>http://arcivarese.tumblr.com/post/7490853059</guid><pubDate>Mon, 11 Jul 2011 14:08:50 +0200</pubDate><category>tumblrize</category></item><item><title>Il Meeting è stato uno dei luoghi in cui sono state elaborate le strategie del popolo dell’acqua</title><description>&lt;div id="_mcePaste"&gt;
&lt;p&gt;[caption id=&amp;#8221;attachment_270&amp;#8221; align=&amp;#8221;aligncenter&amp;#8221; width=&amp;#8221;300&amp;#8221; caption=&amp;#8221;Luogo Comune, Meeting Internazionale antirazzista di Cecina&amp;#8221;]&lt;a href="http://www.arcivarese.it/arcireport/files/2011/07/mia.jpg"&gt;&lt;img class="size-medium wp-image-270" title="Luogo Comune, Meeting Internazionale antirazzista di Cecina" src="http://www.arcivarese.it/arcireport/files/2011/07/mia-300x250.jpg" alt="Luogo Comune, Meeting Internazionale antirazzista di Cecina" width="300" height="250"/&gt;&lt;/a&gt;[/caption]&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;Al Meeting di Cecina incontriamoVincenzo Striano, che per 16 edizionil&amp;#8217;ha seguito come presidente diArci Toscana, ruolo in cui è stato recentementesostituito da Gianluca Mengozzi.Con lui chiacchieriamo dei referendum, cheanche in Toscana hanno registrato un successosuperiore alle aspettative.Non credi sia avvenuto qualcosa di assolutamenteinaspettato in queste ultime settimane?È ancora difficile coglierne appieno la portata.Cominciano a disgregarsi quei concettidi individualismo, esaltazione dei mercati,che per anni la destra ha imposto alpaese. Il fatto più significativo sono stati ireferendum, soprattutto quelli sull&amp;#8217;acqua, ipiù votati.Su questo tema che ruolo ha avuto la Toscana?Qui si raccolsero 45mila firme per una leggeregionale sull&amp;#8217;acqua presentata nel 2004ma velocemente messa da parte dalla politicatradizionale. L&amp;#8217;Arci è stata protagonistafin dall&amp;#8217;inizio. Uno dei luoghi dove le strategiedel popolo dell&amp;#8217;acqua sono state elaborateè stato il Meeting antirazzista. All&amp;#8217;inizioapparivamo poco più che uno sparuto gruppodi brave persone malate d&amp;#8217;idealismo.Oggi si è vinto un referendum dopo più di 15anni in cui non si raggiungeva il quorum equesta battaglia ha trovato il rispetto di granparte del mondo politico. Penso alle dichiarazionidel governatore Enrico Rossi che siè schierato tra i primi per il Sì. Soprattutto èarrivata la straordinaria adesione dei cittadini.In Toscana sono andate alle urne piùpersone di quante avessero partecipato alleultime elezioni regionali. Ed è calcolabile inquasi mezzo milione il numero di elettori didestra che ha votato e la gran parte hasegnato quattro sì.Significa che non tutti i temi in politica hanno lo stessopotere coinvolgente?Solo alcuni hanno valenza epocale, costruisconoidentità, riescono a muovere i sentimentiprofondi di milioni di persone e possonopiegare poteri e interessi forti. Tra questic&amp;#8217;è l&amp;#8217;acqua. È elemento sacro in ogni religione.Pur partendo da antiche suggestioni,le lotte sull&amp;#8217;acqua appartengono alla modernità.Le vertenze più significative sono natedopo il 2000. Movimenti per la ripubblicizzazionehanno visto protagoniste comunitàindios dell&amp;#8217;America del Sud e un paesecome la Francia che è la patria delle piùpotenti multinazionali dell&amp;#8217;acqua. Parigi hadeciso di rendere nuovamente pubblica l&amp;#8217;acqua.Con questi referendum l&amp;#8217;Italia si poneall&amp;#8217;avanguardia.L&amp;#8217;idea che l&amp;#8217;acqua sia un bene comunitarionon commerciabile si collega alla consapevolezzache, prima ancora che bisogno primario,essa sia diritto inalienabile. Appartienealla categoria delle leggendemetropolitane l&amp;#8217;idea che l&amp;#8217;ingresso del privatonel mondo idrico garantisca efficienza,investimenti, abbassamento dei costi, maggioreoccupazione. L&amp;#8217;esperienza concretadimostra che è vero l&amp;#8217;opposto, come insegnala privatizzazione ad Arezzo.Il successo nei referendum non è anche il segno chestanno cambiando le forme della comunicazione ecostruzione del consenso?Si è rotta l&amp;#8217;egemonia delle tv. Sono statidecisivi la produzione d&amp;#8217;informazione dalbasso con il web e sistemi antichi come ilpassa parola basato sulle relazioni e la fiducia.Nuovo e vecchio che ci riportano a pratichedemocratiche di cittadinanza attiva.Senza i partiti non si vince, non sono condivisibiliatteggiamenti di aggressiva antipoliticache rischiano di esaltare il qualunquismo.Ma si è aperto con forza un problema di rappresentanzadella società civile non assumibilepiù e definitivamente dai soli partiti.Questo chiama in campo anche noi?Nel quotidiano la gestione dell&amp;#8217;acqua si legaagli stili di vita, al modello di socialità e consumo.Questi argomenti entrano facilmentein contatto con la vita dei circoli. Sono anzitra i temi intorno a cui è possibile immaginarepercorsi di rinnovamento. I beni comunirappresentano il nucleo intorno a cuicostruire un nuovo spazio pubblico. Dunqueripubblicizzazione non per ricostruire carrozzoniburocratici ma per avviare percorsipartecipati in cui le associazioni possono edevono avere voce nel merito.&lt;/p&gt;</description><link>http://arcivarese.tumblr.com/post/7490852835</link><guid>http://arcivarese.tumblr.com/post/7490852835</guid><pubDate>Mon, 11 Jul 2011 14:03:03 +0200</pubDate><category>tumblrize</category></item><item><title>A Cecina il primo luglio 'Fratelli d'Italia', l'evento conclusivo del progetto 'Spunti di Vista’</title><description>&lt;div id="_mcePaste"&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;I l progetto, partito nel settembre del2010, è stato promosso dall&amp;#8217;Arci nazionale,col supporto del Dipartimento perle Pari Opportunità, Ufficio NazionaleAntidiscriminazioni Razziali, e realizzatodal circolo Thomas Sankara di Messina edal circolo Métissage di Milano in partenariatocon Ucca, il Dottorato di Ricerca inPedagogia e Sociologia Interculturaledell&amp;#8217;Università di Messina e JohannesGutenberg-Università di Mainz (Germania),il Liceo Statale E. Ainis di Messinae l&amp;#8217;Istituto Comprensivo Via Prati di Desio(Milano).L&amp;#8217;evento corona una settimana in cui circa60 ragazzi di origine straniera e non sonostati impegnati in attività di formazione,laboratori di video-making, divertimento esocialità. Dalla partecipazione a Unidea,l&amp;#8217;università d&amp;#8217;estate antirazzista curata daAnna Maria Rivera e incentrata sulla percezionedelle rivolte del mondo arabo daparte dei media e degli osservatori occidentali,a Ciak, si gira!, il laboratorio di videomakingcurato dai ragazzi del circoloThomas Sankara insieme al registaGiuseppe Minolfi, che ha lavorato sulla relazionetra narrazione e percorso creativo. Iragazzi si sono trasformati in video-reportercon interviste ai partecipanti al MIA e ai turistisul razzismo, il riconoscimento della cittadinanzaitaliana e sul concetto di luogocomune Sono stati poi i protagonisti delgioco di ruolo sul diritto d&amp;#8217;asilo, condottodagli operatori del Numero Verde dell&amp;#8217;Arci,volto a sensibilizzarli sulle tematiche dellaprotezione internazionale e, soprattutto,sulle numerose storie di protezione negata.L&amp;#8217;evento finale ha preso il titolo dal film diJacopo Tartarone, proiettato nei due circoliattuatori in occasione dei 150 annidell&amp;#8217;Unità d&amp;#8217;Italia, e ha rappresentato l&amp;#8217;occasioneper presentare i primi risultati dellaricerca-azione che ha visto i giovani deicircoli e dell&amp;#8217;Università impegnati a ideareun questionario e somministrarlo ad oltre500 giovani di origine straniera di Milano eMessina.Un&amp;#8217;occasione, insomma, per dipingereinsieme un quadro dell&amp;#8217;Italia di oggi, cosìcome la vedono e la vivono questi ragazziche sono ormai l&amp;#8217;anima del MIA e il presentedel nostro paese.I partecipanti all&amp;#8217;incontro hanno ragionatoinsieme su come dare continuità al progetto,rafforzare la rete che si è costruita, metterea frutto le competenze acquisite dairagazzi coinvolti e proseguire questo emozionantepercorso verso l&amp;#8217;autonomia deiragazzi nella narrazione di sé, la tutela deidiritti e la lotta per l&amp;#8217;acquisizione di altrioggi negati, perché è difficile essere&lt;/p&gt;</description><link>http://arcivarese.tumblr.com/post/7488597580</link><guid>http://arcivarese.tumblr.com/post/7488597580</guid><pubDate>Mon, 11 Jul 2011 11:37:39 +0200</pubDate><category>tumblrize</category></item><item><title>Questione di opportunità</title><description>&lt;p&gt;Un articolo di Margherita Parigini, della redazione di Immigra&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[caption id=&amp;#8221;attachment_270&amp;#8221; align=&amp;#8221;aligncenter&amp;#8221; width=&amp;#8221;300&amp;#8221; caption=&amp;#8221;Luogo Comune, Meeting Internazionale antirazzista di Cecina&amp;#8221;]&lt;a href="http://www.arcivarese.it/arcireport/files/2011/07/mia.jpg"&gt;&lt;img class="size-medium wp-image-270" title="Luogo Comune, Meeting Internazionale antirazzista di Cecina" src="http://www.arcivarese.it/arcireport/files/2011/07/mia-300x250.jpg" alt="Luogo Comune, Meeting Internazionale antirazzista di Cecina" width="300" height="250"/&gt;&lt;/a&gt;[/caption]&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;Diciassettesimo Meeting Antirazzista,evento che da anni fa convergere ilmondo Arci sulla tematica delladiversità e la paura con cui questa vienerecepita o indottrinata ad essere accolta. Èun fatto che come la nostra società evolvenella storia, così le sue espressioni più torbide- come il razzismo - ne seguano l&amp;#8217;esempio.Quest&amp;#8217;anno la tematica scelta per ilMeeting è il Luogo Comune, ma la domandache noi, Redazione di Immigra, abbiamodeciso di porre ai partecipanti di questa iniziativanazionale, si concentra più su unapercezione di opportunità cara agli italiani.Alla luce dei recenti risultati - la conquistadelle città Milano e Napoli, il raggiungimentodel quorum - è saggio, per il mondo politicodella sinistra, spendersi sull&amp;#8217;immigrazione?Non potrebbe questa scelta considerarsi unrischio, in quanto dividerebbe il bacino elettoraleal momento già favorevole all&amp;#8217;opposizionecome alternativa di Governo? Emanueledel bar toscano non ha dubbi e spingela soglia di scelta verso l&amp;#8217;estremo. «Lasinistra non ha vinto per suoi meriti, ma percarenza del Governo. Approfitterà di questaopportunità, rinunciando ai suoi valori. E nondovrebbe, anche a costo di perdere. Comepossono pensare di guadagnarsi la nostrafiducia, della gente, senza coerenza? Sonoun modello di comportamento. Almeno,dovrebbero esserlo». Frankie Hi-NRG è piùottimista. «Non solo la sinistra si spenderàper una politica d&amp;#8217;integrazione, ma dovrebbefarlo anche la destra. Sono infatti convintoche alcuni immigrati, in determinate situazioni,preferirebbero i valori della destra.Riusciremo ad affrontare il problema deldiverso, a trovare un punto d&amp;#8217;incontro conchi si sente assediato». Ilham ha guadagnatola cittadinanza da 6 anni appena, ma sulleprocedure burocratiche che ingolfano il futurodi molti immigrati promettenti si mostraestremamente critica. «Quali politiche perl&amp;#8217;immigrazione? Non c&amp;#8217;è mai stata unaspesa a livello nazionale di un partito, questoperché è solo questione di comodo perloro. No, io sono scoraggiata e non credoaffatto che la sinistra si spenderà adessoper noi immigrati. Dovrebbe probabilmente,sarebbe giusto, ma quando mai questesono scelte basate sulla morale?» Ali BabaFaye, sociologo, afferma che siamo in unabolla calda di un mutamento. «C&amp;#8217;è una profondacrisi delle modalità di rappresentanza,delle forme di produzione della politica. Ionon riesco a leggere i referendum al di fuoridi questa crisi. Non si può&amp;#8230; proprio perchéè la gente che chiede un cambiamento forte.E la sinistra deve rispondere con un modellopolitico diverso da quello basato sull&amp;#8217;individualità,sull&amp;#8217;eccesso della personalizzazione.Dobbiamo catturare questa chance, tornareall&amp;#8217;essenza grazie alle tre G: Genti,Generazioni, Genere. Il futuro». La volontàche sembra comunque emergere da ognunadi queste risposte è il non essere unpaese di lenzuola bianche, su cui versarevernice colorata per poi stenderle ad ognicambio di vento. Non vogliamo essere rappresentatida un interesse.Info: &lt;a href="http://www.immigra.it"&gt;&lt;a href="http://www.immigra.it"&gt;www.immigra.it&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://arcivarese.tumblr.com/post/7454330746</link><guid>http://arcivarese.tumblr.com/post/7454330746</guid><pubDate>Sun, 10 Jul 2011 16:01:24 +0200</pubDate><category>tumblrize</category></item></channel></rss>
